sabato 31 marzo 2018

Esecranda 2017

Cuori di sale è un mio racconto un po' travagliato che ha partecipato alle selezioni per Esecranda 2017, antologia che poi è regolarmente stata pubblicata. Narra di una vicenda un po' truculenta (il tema era quello), dal tempo indefinito, dove c'entra anche Giovanni Battista Morgagni, principe degli anatomici e grande medico forlivese. Il racconto (tra le pagine 140 e 159), non è freschissimo; l'avevo scritto per un'altra antologia mai andata in porto. Il 25 gennaio 2015, senza troppa convinzione, infatti, lo invio per una selezione "Splatterpunk" (genere che non credo mi si confaccia) con due punti fermi: il testo doveva svolgersi all'interno di un palazzo e doveva esserci un abitatore a reggere la vicenda. Non so bene perché, ma la questione è stata tirata per le lunghe (dopo due anni non si sapeva nulla) e mi sono sfilato, preferendo altre occasioni. Così scrivevo nel 2015 (in effetti il racconto è stato rimaneggiato, per errore affiora un "abitatore" (prima versione) poi sostituito con "vagante": "Il mio racconto vede l'abitatore intraprendere un viaggio spazio/temporale all'interno del palazzo. Scavando nella sua infanzia, ritrova una sua vecchia compagna morta in un incidente stradale. Intuisce che molte cose non sono a posto. Il tempo si dilata e, leggendo un libro, si trova al cospetto delle ossa di un antico anatomista e davanti a un tizio che colleziona cuori umani spesso per mangiarli. Interviene anche il sovrannaturale con un demonio che sarà sconfitto grazie alle viscere della vecchia amica dell'abitatore. Tutto si ricompone con l'intervento di una suora misteriosa che si erge in contrasto allo squallore e al lerciume. Fegato e cuore, appunto, sono le parole chiave del testo che vede l'abitatore spiare più dentro se stesso che le vite degli altri": Insomma, la vicenda così è, e come tutti i racconti lunghi e di un genere non propriamente mio mi ha fatto investire molta energia. Visto lo stallo, il 22 luglio 2017 lo iscrivo al concorso Esecrande, viene selezionato e nei primi mesi del 2018 esce l'antologia, corposa (oltre 450 pagine con 28 racconti horror weird, come si suol dire). Non mi piace l'immagine di controcopertina in frontespizio (una croce rovesciata, potevano risparmiarsela), mi piace il fatto che finalmente in un'antologia s'inseriscono note sugli autori (in genere c'è solo il nome). Si tratta di un bel librone, ben illustrato da Lellinux.





venerdì 19 gennaio 2018

umbertopasqui.it

Non so a chi o perché possa interessare, ma da oggi a queste pagine si può accedere anche dall'indirizzo:
www.umbertopasqui.it
forse più semplice da ricordare e da digitare. Magari un giorno diventerà un sito vero, chissà... 

martedì 14 novembre 2017

BreviAutori - volume 4

Ci risiamo. Ancora una volta prendo parte al concorso BreviAutori indetto da BraviAutori di Massimo Baglione. Avevo già partecipato con profitto ai precedenti primo, secondo e terzo volume. Così arrivo al quarto con quattro racconti. Quali sono: Piròn (pagine 23-24) che fantastica su un personaggio della tradizione romagnola, Bruciatore (pagine 25-26) narrazione condita da sogni sullo sfondo di un quadro misterioso. Poi Che ore sono? (pagine 98-99): robe da lezioni particolari, e Grammatica profetica (pagine 100-101) su una curiosa storia delle coniugazioni. 

martedì 7 novembre 2017

Orrore al sole 2017

Altra antologia, e dal titolo s'intuisce che l'intenzione era per lo più estiva. Avevo già partecipato alla precedente edizione dell'iniziativa proposta da Letteraturahorror.it quindi ho accettato di buon grado. La copertina è intrigante, il mio racconto, tra le trecento pagine. Spiace notare alcuni errori di impaginazione (e il costo non è poi così basso) e, come sovente capita per questo genere di antologie, nessun riferimento (oltre - ovviamente - il nome) all'autore del testo. I racconti pervenuti alla redazione erano 120 e ne sono stati selezionati 94. La breve introduzione (con i soliti ringraziamenti) precisa che il bando chiedeva racconti orrorifici di 4000 battute al massimo. Nonostante la forma un po' così (manca anche l'indice), i contenuti sono pregevoli e la copertina, come detto, merita. Il mio racconto è tra le pagine 57 e 59 e s'intitola Temperatura. Si narra di una vicenda che ha come protagonista (seppur morto) di Giovanni Battista Morgagni e di un amore non corrisposto. Una vicenda misteriosa condita da personaggi dalle abitudini sinistre. Si tratta della parte centrale, assai tagliata e adattata di un racconto più vasto che avevo scritto per un'antologia steampunk mai andata in porto dopo almeno due anni di attesa (avevo aderito il 5 ottobre 2015 e l'iniziativa è naufragata nel silenzio). Avevo inviato il testo di Temperatura il 17 luglio 2017 ed è stato selezionato il 20 ottobre. 

martedì 31 ottobre 2017

Inquietamente


Ho partecipato a questo concorso, sempre lusingato dalle antologie (benché non abbia ancora capito che tipo di visibilità offrano e, francamente, se veramente servano professionalmente a qualcosa). Ebbene, il 22 gennaio scorso inviai il racconto Tre giare per partecipare a un concorso indetto dalle Edizioni Hyperion per un'associazione con sede a Monaco a scopo di beneficenza. Non ho ben capito il "giro" che ha coinvolto questo mio racconto poi inserito effettivamente nell'antologia intitolata "Inquietamente". Difficile trovare collegamenti al sito monegasco, paiono disattivati. In ogni modo l'antologia esiste ed è ben fatta: il 13 marzo mi è stato comunicato l'esito positivo e l'antologia è pubblicata da settembre. La copertina è ben fatta, l'introduzione è di Fabiana Rosa, i racconti sono stati editati da Victoria Ramelli per l'associazione (con sede in 2 boulevard du Ténao, Résidence Auteuil, Bloc B, 98000 Monaco) presieduta da Ivan Bruno. Tre Giare è un racconto già scritto e riadattato per l'occasione (l'originale è molto più lungo e dettagliato) narra una vicenda immaginaria ambientata nella Forlì dei cavalieri Templari. L'antologia, anche complice la copertina suggestiva di Livia Viganò è ben fatto e il ricavato delle vendite andrà a favore di un ospedale pediatrico (Istituto Giannina Gaslini). Una delle pecche che si riscontra in modo pressoché sistematico in queste antologie è l'assoluta mancanza di biografia (o riferimenti) degli autori delle diciotto storie inquietanti che la compongono. 

giovedì 17 agosto 2017

Racconti romagnoli 2017

Sono stato selezionato per l'antologia di Racconti Romagnoli 2017 a cura di Stefano Andrini e pubblicato da Historica. Tra le pagine 149 e 151 c'è il mio Hanno perso, scritto nell'ottobre 2015 per una raccolta che non ha mai avuto luogo e qui proposto in una forma più che dignitosa. Curiosamente, ad esso è stato apposto - in finale - un inciso tratto dal film "In Hell" (mai visto, da me) con la seguente frase: "Perché nessuno può andare tanto lontano finchè qualcuno lo ricorda". Sembra azzeccato: in effetti, il racconto tratta di una suggestione evocata da un fatto familiare non particolarmente felice (un lutto) ma vero. Là fuori, gli uomini vestiti di rosso, non riusciranno a compiere i loro oscuri progetti grazie all'intervento misterioso e silenzioso della secolare abitante di un'antica villa in collina. 
Per la stessa serie, sono stato pubblicato in: Racconti Bolognesi 2016Racconti Bolognesi 2015Racconti Romagnoli 2015Scrivendo Racconto.

giovedì 10 agosto 2017

Ho già visto

Ebbene sì, sono uscito allo scoperto con una silloge poetica. Era l'ultima delle cose che pensavo di fare, preferendo da sempre la narrativa ma, con fretta ponderata, il progetto si è concretizzato in tempi brevi (specialmente nel maggio scorso). Ne è quindi uscito un volumetto intitolato Ho già visto (la mia prima ipotesi era "L'incantamento") edito dall'Osservatorio Letterario Ferrara e l'Altrove di Melinda Tamas-Tarr.
Per spiegarne meglio i contenuti, incollo la mia introduzione:
Sono qui racchiuse quello che – sempre saltuariamente – ho scritto in tempi recenti, salvo “Istantanea 92” che è, appunto, dell'ormai lontano 1992. In effetti, è da quando frequentavo le scuole medie che mi cimento nel genere poetico poi accantonato. Insomma, giudichi chi legge le cose che sono scritte tra le pagine seguenti. Solo negli ultimi anni ho riscoperto questa forma, posto che di forma si tratti, anche grazie all'incitamento e all'imprevisto apprezzamento dimostrato da alcuni. Primo tra tutti Daniele Boldrini che, tra le pagine dell'Osservatorio Letterario Ferrara e l'Altrove dell'instancabile Melinda Tamas-Tarr, ha fatto sì che mi venisse in mente di prendere sul serio i miei versi. Così i meno peggio (a mio insindacabile giudizio) sono stati radunati qui.
L'intento è la riscoperta dell'incantamento, quell'aperitivo di verità, cioè, che tanto mi pare assente nel mondo contemporaneo. È ciò che lascia a bocca aperta, che consente al nocchiere di proseguire il viaggio perché sa che prima o poi griderà “Terra”, e ne ha conferma perché, appunto, è vero. Ed è attraverso quella terra che si salveranno lui e i suoi compagni di viaggio. Credo, o almeno lo intendo così, che l'incantamento sia il punto equidistante tra speranza e verità, quella speranza che è frutto della verità. Così, guardando anche alle piccole cose, ai segni – senza far troppa filosofia – si può fare esperienza che il vero è lì, davanti a noi. Chi vive, può dire “ho già visto”, anche se è un “già” che tuttavia aspetta un “non ancora”.
La silloge raccoglie le seguenti poesie (o quello che sono):
- L'incantamento
- Istantanea 92
- Cambio di stagione
- Momento
- Mia
- La chiave semplice
- Sintesi di tre santi
- Ritratto
- Luppolo
- Piccole cose
- Decisa recisa
- Se mi accendo
- Senso
- L'imbuto
- Impalcature
- Mani
- Gabbie
- Deserti
- Voleremo
- Il piacere del solito
- Il sapore dell'insolito
- Poesia svanita
- Elegia dell'indolente
- Frase fatta
- Anafore perpetue
- Ho già visto
- Adamo
- Ingredienti di questo secolo
- Colui (il quale)
- Il privilegio della scintilla
- Semaforo
- Il mistero della città
- Mala tempora?
- Il paradosso delle more.